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Misterbianco > Santa Croce Camerina

Chiesa Madre.
Forse di impianto medievale, la vecchia matrice, dedicata all’Esaltazione della Croce, fu costruita nei primi anni del seicento dai Marchesi di Santa Croce, si configurava con un’unica navata e sei cappelle, tre per lato, intercomunicanti ed il cappellone maggiore, risultò angusta alla fine del settecento per l’accresciuta popolazione, l’attuale edificio progettato dall’architetto palermitano Teodoro Gigante fu iniziato nel 1797 e trascorse quasi un secolo affinché assumesse l’attuale fisionomia. Al suo interno si conservano: una fedele copia della Madonna di Loreto o dei Pellegrini del Caravaggio, già presente nella chiesa nel 1681 e recentemente attribuita al copista olandese Martin Faber (1587-1648), un monumento funerario in marmo policromo del 1604 fatto costruire dal Marchese Giovan Battista II Celestri, un pregevole simulacro di San Giuseppe della prima metà dell’ottocento proveniente dalle botteghe dei Bagnasco scultori lignei palermitani, un battesimo di Gesù di autore ignoto del XVIII secolo ed altre tele e statue lignee ottocentesche, pregevole l’organo della seconda metà del settecento con 36 canne.


Chiesa del Carmine.
La chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo con l’annesso convento furono fondati per volontà del Marchese Pietro IV Celestri e costruiti tra il 1614 ed il 1615, con la oppressione innocenziana dei piccoli conventi del 1651, il convento del Carmine fu abbandonato dai frati e lentamente cadde in rovina anche se si registrarono parziali accomodamenti fino alla fine del settecento, l’antica chiesa orientata sull’asse est-ovest fu completamente spogliata ed abbattuta nel 1874 al suo posto e su parte dell’antico convento sorse il Palazzo Comunale, mentre l’attuale chiesetta, che affianca il predetto palazzo, fu ricostruita con asse nord-sud, in forme semplici e su progetto dell’ingegnere Salvatore Toscano, nell’anno 1875.


Palazzo Comunale.
Costruito su due livelli tra il 1874 ed il 1875, su progetto dell’ingegnere Salvatore Toscano, sorse nell’area anticamente occupata dalla chiesa e dal convento del Carmine, alcune parti residuali del predetto convento vennero inglobate nell’attuale costruzione, il palazzo venne sopraelevato nel 1956 e restaurato nel 1995 e nel 2011.

Edificio del Mezzagnone “ Vagnu a Mari”.
Appena fuori dall’abitato di Santa Croce Camerina, nel così detto Piano del Mirio si eleva un edificio chiamato dal popolo u “Vagnu a mari” o semplicemente “ U Vagnu”; la costruzione descritta fin dal XVI secolo da illustri visitatori come Tommaso Fazello e dall’Houel, solo per citarne alcuni, è stata catalogata da archeologi di fama nazionale (P. Orsi - B. Pace) come chiesetta bizantina con influssi siriaci, ma dopo i recenti scavi si è scoperto che si tratta di un edificio elevato dai Goti nel VI secolo d.C. ed in seguito trasformato in hammam nel periodo arabo (G. Distefano).


Borgata di Punta Braccetto.
La località di Punta Braccetto, posta tra i comuni di Ragusa e Santa Croce Camerina , dista 4 chilometri dal centro Città e 5 chilometri dal sito archeologico di Kamarina; le numerose insenature prendono il nome di “Canalotti” e tra queste, fino al 1552, anno del suo crollo, esisteva la grotta della Colombara, così chiamata per i numerosi colombi che vi nidificavano; tale grotta durante le mareggiate invernali produceva un boato che si poteva udire fino a venti miglia di distanza. Oggi con il termine “Colombara” si indica il promontorio roccioso che si protende in mare per oltre duecento metri verso sud est e su cui sorgono i ruderi della torre Vigliena detta anche del Brazzetto e della limitrofa caserma della guardia doganale borbonica. Alla base del promontorio si aprono due grotte dette “antro di Orfeo” e “Grotta del Vescovo”, segue l’ampia baia dalla sabbia dorata su cui insistono i Camping “Rocca dei Tramonti”, “Scarabeo” e “Baia dei Coralli” oltre a numerose villette per la villeggiatura.

Borgata Torre di Mezzo.
La piccola borgata prende il nome dalla torre fatta costruire tra il 1600 ed il 1601 dal marchesino Pietro IV Celestri figlio di Giovan Battista II, il fondatore della moderna Santa Croce; la torre prese anche il nome di Mezzo poiché posta tra la torre Scalambri di Punta Secca e la torre Vigliena di Punta Braccetto.
Per secoli la torre svolse la funzione di prevenire sbarchi di turchi e berberi, che con regolarità avevano attinto acqua dolce dalla foce del vicino “ fiume di Santa Croce” le cui acque scaturiscono dalla fonte Paradiso ove è ubicata la Fontana Maggiore di Santa Croce Camerina.

Casa del Commissario Montalbano.
La borgata di Punta Secca deve la sua popolarità, anche a livello internazionale, al fatto che qui è stata ambientata parte della fiction “ Il Commissario Montalbano”, infatti nella Piazzetta della Torre si trova la “casa “ del più famoso commissario italiano. Diretta da Alberto Sironi, la fiction, è tratta dai romanzi di Andrea Camilleri e molto amata dal pubblico televisivo, sia italiano che estero, che tramite essa ha avuto la possibilità di conoscere ed apprezzare scorci architettonici e naturalistici della provincia di Ragusa e quindi anche del territorio santacrocese.

Borgata di Punta Secca.
Il nome medievale del sito, Rosacambra o Risgalambro, da cui il moderno Scalambri, deriva dall’arabo Ras Karam, che vuol dire letteralmente capo e insenatura. La moderna storia abitativa della borgata inizia nel 1593/94, anni in cui fu costruita la torre per volontà di Giovanni Cosimo Bellomo signore del feudo di Risgalambro; completamente ristrutturata nel 1747 per volontà del marchese di Santa Croce, sorgeva il casinetto che affianca la torre ad est e qualche anno dopo furono costruiti i grandi magazzini di deposito (1766) e la piccola chiesetta (1767) dedicata alla Madonna Assunta o di Portosalvo. Ferdinando II re delle due Sicilie fece progettare un faro per la sicurezza della navigazione, completato nel 1859.
Dopo l’unità d’Italia, sorsero abitazioni per la villeggiatura affiancate a piccole casette di pescatori che ancora oggi danno il fascino di piccolo borgo marinaro; la piccola passeggiata a mare, che ha inizio dalla Piazza del Faro, offre ai visitatori struggenti tramonti mentre nell’antistante porticciolo dondolano all’ormeggio le barche dei pescatori e dei diportisti.

Borgata di Caucana.
Ad est di Punta Secca sorge il parco archeologico di Kaucana oggi, zona che i nostri avi conoscevano con il nome di “ Longobardo” –“Vignazze” e “Anticaglie”,per via delle numerose emergenze di ruderi, che gli scavi archeologici degli anni 60 del secolo scorso, hanno reso più leggibili e fruibili, portando alla luce tra l’altro una chiesa basilicale di epoca bizantina e numerosi sepolcreti. Caucana sorse probabilmente al tempo della caduta dell’Impero Romano d’occidente, a seguito della distruzione di Kamarina avvenuta nel 258 a.C. ad opera del console romano Aulo Atilio Calatino. Caucana salta agli onori della storia nell’anno 533, quando il suo porto diventò base di sosta della flotta bizantina del generale Belisario che da qui salpò durante le operazioni militari che portarono alla conquista del regno dei Vandali nel nord Africa. Nel 1091 è il Conte Ruggero il normanno a salpare dal porto di “Resacrambram” per la conquista di Malta,poi tutta la zona cade nell’oblio fino alla fine del medioevo. Oggi durante i mesi estivi è frequentata da migliaia di bagnanti.

Borgata Finaiti - Casuzze.
Questo grande agglomerato urbano, che in estate arriva ad ospitare 15/20 mila residenti, si sviluppò a partire degli anni 60 del secolo scorso, e risulta oggi una continuità di case e villette ove non si distingue la demarcazione tra l’una e l’altra borgata. Finaiti ha un impianto urbanistico regolare mentre il centro di Casuzze nei pressi della deliziosa piazzetta ove sorgono le più antiche casette della borgata , da cui il nome, ha un impianto più irregolare; ai confini tra le due borgate presso la Piazza Favorita sorge il cine teatro il
“Giardino d’Estate” luogo di incontro e relax per spettacoli cinematografici e teatrali.
FONTE: DR. GAETANO CASCONE
FOTO: VINCENZO GULINO - LINO SCILLIERI - GIOVANNI TIDONA - CARMELO BASILE
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