Punti di Interesse - SiciliaInfo


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Paternò

Palazzo di città (ex palazzo Alessi).
Edificio sorto nel 1787 nel quartiere San Biagio, fu residenza della borghese famiglia Alessi. Divenuta un secolo più tardi, sede del municipio, fu in stato di abbandono per decenni. Recuperato di recente, oggi il palazzo ospita nuovamente la sede istituzionale e di rappresentanza del comune etneo. Il palazzo è caratterizzato da una lunga facciata dove fanno mostra diversi portali e balconi in pietra lavica lavorata. Molto interessante l'interno con vasti saloni dai soffitti dipinti, e una grande corte che da sul retro, usata per cerimonie e serate di gala.


Palazzo Moncada.
Dimora patrizia, fu costruita nel 1627 ed appartenne alla potente famiglia siciliana di origine catalana che per oltre quattro secoli fu la feudataria della città. Sorge ai piedi della collina storica, addossato alla porta del borgo. La grande facciata in parte smembrata è arricchita da balconi e portali in pietra lavica e ringhiere in ferro battuto. L'interno è ricco di affreschi e stucchi settecenteschi.

Portale Las Casas.
Un portale ubicato nel quartiere Falconieri, esattamente in via Clarenza sotto la porta del borgo. È ciò che rimane dell'antico e seicentesco Palazzo Las Casas, che fu residenza della nobile famiglia paternese di origine spagnola, andato in rovina. Il Portale Las Casas mostra elementi architettonici interessanti, in particolare il mascherone e le decorazioni in stile plateresco spagnolo della fine del 1500.

Villa Coniglio.
Villa settecentesca appartenuta ai baroni Coniglio. Abbandonata nella seconda metà del XX secolo, nel 2005 è stata ristrutturata dal comune ed adibita a centro anziani.


Castello Normanno.
Monumento simbolo della città, venne fatto erigere nel 1072 dal Gran Conte Ruggero. In forma parallelepipeda, si presenta simile ai donjon francesi ed ai castelli inglesi fortificati nello stesso periodo, e in seguito fu più volte rimaneggiato, in particolare nei primi anni del XIV secolo.
Subì opere di restauro nel 1900 e nel 1958, e con le sue dimensioni (24 x 18 x 34 m) è il più grande maschio edificato in Sicilia durante l'epoca normanna. Gli interni si trovano ancora oggi in buono stato di conservazione e al piano terra si conserva un cappella affrescata. Al primo piano si trova la sala d'armi, illuminata da quattro bifore e al secondo piano una raffinata galleria illuminata da altre due bifore. Attraverso le scale intagliate nelle mura arriva fino alla terrazza superiore, da cui si ammira un panorama mozzafiato senza eguali che si estende alla valle del Simeto, volgendo lo sguardo a sud verso la piana di Catania, ad ovest i monti Erei con Centuripe proprio di fronte, dietro i boscosi monti Nebrodi con Troina sullo sfondo, a Nord la massiccia mole della nostra amata Etna.

Porte di Paternò.
Al periodo normanno, risalgono le mura cittadine, che erano dotate di nove porte, di cui se ne conservano tre: la porta del Borgo, la porta Lentini o del Pertuso e la porta della Ballottola.

Torre dei Falconieri.
Costruita in età medievale, la Torre dei Falconieri fu probabilmente un avamposto di guerra utilizzato dai falconieri, ai quali deve la sua denominazione. Dal XVII secolo funge da torre campanaria della Chiesa della Madonna dell'Itria, un tempo dedicata a S. Barbara. È interamente costruita in pietra lavica, sulla parte inferiore è stato addossato un contrafforte in epoca posteriore alla sua costruzione. La parte superiore è la più interessante e presenta delle finestre e degli stipiti negli angoli ornati con pietra lavica e pietra bianca in alternanza.

Santuario della Madonna della Consolazione.
Piccolo oratorio sorto alla fine del Cinquecento e intitolato alla Madonna del Pietoso, nel 1616 vi si insediò la confraternita della Madonna della Consolazione, a cui si deve l'attuale denominazione. Elevato a santuario nel 1937, uscì semidistrutto dai bombardamenti del 1943. Demolito, fu successivamente ricostruito, riconsacrato e riaperto nel 1954, grazie al contributo finanziario del comm. Virgillito. Il santuario è sede del culto della Madonna della Consolazione, immagine della Madonna inginocchiata dinnanzi al Cristo Risorto, culto popolarissimo e molto sentito dai paternesi e dagli abitanti dei centri limitrofi.
La festa si svolge l'ultimo sabato e domenica di maggio a ricordo dell'apparizione della Madonna ad una pastorella sulla rocca dove sorse il santuario, avvenuta nel 1580. Per volere della Madonna venne edificato il primo tempio, e successivamente il nuovo e grandioso santuario in stile neo romanico di cui si nota anche da lontano l'alto e snello campanile di quasi 50 metri. Durante i decenni la venerata immagine della Madonna è stata arricchita da migliaia di ex voto, tra questi spicca la magnifica corona in oro massiccio del peso di oltre 5 kg tempestata di pietre preziose, donata dal mecenate paternese Michelangelo Virgillito, che tanto fece per la sua città.

Ex monastero della Santissima Annunziata.
Antico monastero delle monache benedettine, venne edificato tra il XVII e il XIX secolo nella "parte bassa" della città. Attualmente, in parte è sede della biblioteca comunale. L'annessa chiesa settecentesca, caratterizzata dalla grande cupola, fu la cappella delle monache. Nell'atrio si può ammirare il dipinto raffigurante la “Madonna dell'Itria” (1579) della celebre pittrice Sofonisba Anguissola.

Chiesa di Santa Barbara.
Chiesa tardo cinquecentesca dedicata alla patrona della città, si trova nell'omonima piazza. Sorse come piccolo oratorio di Santa Maddalena e successivamente assunse la denominazione attuale. Fu elevata a parrocchia nel 1669. Presenta una vasta facciata a due ordini arricchita da statue e fregi. Il grandioso interno ad unica navata a croce greca è interamente ricoperto a preziosi stucchi policromi che rendono la chiesa unica nel suo genere. La cosa che sbalordisce il visitatore è la grandiosa cupola alta 37 metri, interamente ricoperta da bellissimi stucchi. Molto interessante il grandioso altare maggiore in marmi policromi, le tele degli altari laterali e la grande sacrestia con mobilio ligneo settecentesco ed affreschi. Si custodiscono inoltre le reliquie della Santa Patrona in bellissimi reliquiari argentei, il fercolo tutto in argento cesellato, così come il preziosissimo simulacro settecentesco (1745) anch'esso in argento, arricchito da migliaia di gioielli in oro donati nei secoli come segno di devozione verso la veneratissima Santa Barbara.

Chiesa del Carmine.
Chiesa cinquecentesca, fu inizialmente intitolata alla Madonna della Catena. Donata dai Moncada ai carmelitani nel 1573, assunse l'attuale denominazione e fu sede fino ai primi dell'Ottocento di un monastero e di un ospedale.

Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.
Edificata nella prima metà del Settecento, è sede dell'omonima confraternita e si trova nello stesso quartiere.
Fu più volte danneggiata da eventi sismici e dai bombardamenti dell'ultimo conflitto. Recentemente è stata restaurata e riaperta al culto dopo diversi anni di chiusura. Durante i lavori di restauro è stato rinvenuto un condotto sotterraneo che collegava la chiesa al monastero delle monache benedettine distante non più di 300 metri. A causa della strada e delle fondamenta delle abitazioni circostanti il condotto non è più fruibile.

Chiesa di Cristo al Monte.
Costruita nella metà del XVI secolo su iniziativa della Compagnia dei Bianchi, fu modificata nel XVIII secolo in stile rococò.

Chiesa di San Domenico.
Detta anche "chiesa del SS. Rosario", venne costruita nel 1562. Situata in piazza Indipendenza, fu inizialmente intitolata a san Tommaso, e successivamente sede della confraternita che fa riferimento alla Madonna del Rosario e dei Padri domenicani.

Chiesa di San Francesco all'Annunziata o dei Cappuccini.
Nella zona di nuova espansione, a nord-est dell'abitato è situata la moderna chiesa dei padri cappuccini (1987), con opere in bronzo di Betto Tesei e il mosaico del Cantico delle Creature (1989) di Ugolino da Belluno.

Chiesa di San Giacomo.
Edificata nel Cinquecento, è situata nella parte meridionale della rupe basaltica. Fu sede della confraternita di san Giacomo apostolo. Per decenni inagibile, l'edificio è stato recuperato e riaperto al culto nel 2006.

Chiesa della Madonna delle Grazie.
Detta anche "chiesa di San Giuseppe".
Di recente restauro, risale al XVII secolo, ospita i culti della Madonna delle Grazie e di san Giuseppe.

Chiesa di Santa Maria dell'Alto.
Venne eretta in epoca normanna e rimaneggiata nel 1342, ed è intitolata alla Madonna dell'Alto; la chiesa venne profondamente modificata agli inizi del XVIII secolo, periodo in cui fu variato anche l'orientamento dell'ingresso e gli interni vennero adeguati alla decorazione di stile barocco.

Chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat.
Situata alle pendici del colle, fu fatta edificare nel 1092 dalla contessa Adelasia, ed è dotata di un portale gotico. È detta anche "chiesa della Gancia", con l'annesso Palazzo delle arti.

Chiesa di Santa Margherita.
Chiesa tardo settecentesca, è intitolata a santa Margherita e alla Madonna dei Sette Dolori. Presenta un particolare architettonico, la torre campanaria, la cui cupola ha forma simile a quella delle chiese orientali.

Fonte Maimonide.
Monumento sito nel quartiere dell'Acquagrassa, ospita al suo interno l'omonima sorgente idrica. Sorto dopo il 1733, fu un bagno pubblico rimasto attivo fino agli anni sessanta del XX secolo.

Mulini di Paternò.
Furono una serie di mulini ad acqua situati nelle campagne agricole del territorio di Paternò. La loro presenza è attestata fin dall'epoca normanna, e oggi gran parte di queste strutture non esiste più: i pochi mulini rimasti sono in stato di abbandono o riutilizzati per altri scopi.

Scalinata della matrice.
Realizzata verso il 1782, collega il sagrato della chiesa madre con la porta del Borgo, antico ingresso principale della città, ubicata nella parte mediana della Collina storica.

Giardino Moncada.
'A villa è considerata "il polmone verde" di Paternò essendo la più grande ed importante area verde della città. Dai paternesi viene chiamata Villa e papiri, per la presenza all'interno del laghetto della villa di numerose papere. La villa insieme al Parco del Sole, Parco Giovanni XXIII e il boschetto della forestale sito in via Cesarea, rappresentano i polmoni verdi della città.

Acquedotto romano di Catania.
Fu la maggiore opera di convoglio idrico nella Sicilia romana. Attraversava il territorio compreso tra le fonti sorgive di Santa Maria di Licodia e l'area urbana catanese, percorrendo gli attuali territori comunali di Paternò, Belpasso e Misterbianco prima di giungere al capoluogo etneo.

Ponte romano di Pietralunga.
È un antico ponte costruito sotto i Romani in contrada Pietralunga, zona situata ad ovest fuori dal centro abitato, di cui rimangono alcune tracce abbastanza visibili. Il manufatto è detto volgarmente "coscia del ponte", ed è costruito interamente in pietra lavica. A tutt'oggi esistenti sono alcuni tratti del ponte, i cui resti sono utilizzati come canali d'irrigazione per le campagne circostanti.
Il ponte è dominato da una montagna chiamata dai paternesi Castiddazzu, su questo monte si trovano ancora numerose tracce di insediamenti riferibili all'età del bronzo, e altre di origine greca. Per questo il sito è di grandissimo interesse sotto il profilo archeologico.
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